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Domenica 15 Maggio 2011 20:25 |
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I giorni della sanguinosa offensiva israeliana "Piombo fuso" contro la Striscia di Gaza, andata avanti dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, nel resoconto quotidiano di Arrigoni, spesso scritto in condizioni difficili, durante i bombardamenti, nei rari internet point dotati di un generatore autonomo di elettricità. Senza la presenza nella Striscia del pacifista International Solidarity movement anche il manifesto avrebbe potuto riferire della guerra a Gaza solo attraverso i lanci delle agenzie di stampa. Questa piccola ma densa pubblicazione, dunque, raccoglie l'unica testimonianza quotidiana diretta di quel bagno di sangue.

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L'isola dei cassaintegrati |
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Domenica 15 Maggio 2011 20:19 |
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Pensateci un attimo: gli operai, privati del loro lavoro, che si autorecludono per protesta. E che contemporaneamente fanno la parodia al più noto dei format televisivi: l’isola dei cassintegrati contro l’isola dei famosi, il reale contro il futile, la verità che riprende il sopravvento sulla virtualità. Anche se un produttore televisivo avesse riunito in unico seminario un sinedrio con i migliori autori e i più prestigiosi intellettuali italiani, gente esperta in imprese creative, nessuno sarebbe riuscito a immaginare tanto. Per poter pensare l’impresa dell’isola “vera” che sfida l’isola “finta” bisogna mettere insieme un cocktail micidiale di elementi diversi, che in questa storia si sono riuniti apparentemente per caso: la conoscenza del territorio, la capacità istintiva di cortocircuitare i simboli, il coraggio personale, la messa a dura prova dei legami e degli affetti privati, il senso della sardità nella sua forma più estrema e immaginifica, il tempo, e – soprattutto – la fantasia. Ho una certezza: in America su una storia così ci avrebbero già girato un film. E avrebbero fatto bene. Perché chiunque legga questo libro di Tino Tellini o si appassioni alla storia dell’isola dei cassintegrati, non può non restare incantato dal ritmo incalzante del racconto, dalla successione drammaturgica degli eventi, dal tono antiretorico, da uno spirito di commedia che aleggia in queste pagine e che poi a tratti si fa improvvisamente dramma. (Dalla prefazione di Luca Telese).

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Ultimo aggiornamento Domenica 15 Maggio 2011 20:22 |
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ThyssenKrupp morti speciali S.p.A. |
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Domenica 15 Maggio 2011 20:14 |
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La notte del 6 dicembre 2007 un violento incendio distrusse l’acciaieria ThyssenKrupp di Torino e uccide sette operai. Una tragedia e un dolore mai sopito, oggi raccontati con una formula narrativa tanto insolita quanto incisiva: il fumetto.
Lo stabilimento di Corso Margherita 400 di Torino doveva chiudere e nessuno badava a nulla, neppure all’essenziale. Sistemi di sicurezza precari, estintori scarichi, idranti mal funzionanti, surplus di lavoro, l’incendio e la tragedia. Una storia emblematica quella della ThyssenKrupp, una catena di irresponsabilità e proteste inascoltate sino al disastro. Prima il silenzio, l’indifferenza. Poi quei lavoratori sono diventati famosi quando di loro è rimasto solo il ricordo, quando i loro nomi si sono aggiunti a quelli dei tantissimi operai che ogni giorno perdono la vita sul posto di lavoro. Nel novembre 2008 cinque dirigenti della Thyssen vengono rinviati a giudizio con l'accusa di omicidio colposo, dopo l’estate è attesa la sentenza definitiva.
Ultima e appassionata testimonianza dell’amara vicenda Thyssen viene da uno sceneggiatore, Alessandro Di Virgilio e da un disegnatore, Manuel De Carli che l’hanno voluta raccontare attraverso le immagini di un fumetto per l’editrice BeccoGiallo: “ThyssenKrupp morti speciali S.p.A.”.

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Dieci giorni che sconvolsero il mondo |
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Mercoledì 01 Dicembre 2010 16:24 |
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Era un giornalista americano non molto noto, ma la sorte gli concesse di trovarsi a Pietrogrado quando scoppiò la Rivoluzione d'Ottobre.

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Scritto da Administrator
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Lunedì 29 Novembre 2010 00:18 |
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Giorgio Cremaschi - Il regime dei Padroni
Cremaschi ripercorre con lucidità le vicende della Fiat e affronta senza peli sulla lingua tutte le contraddizioni degli ultimi anni, ponendo molte domande: Marchionne è veramente il salvatore della più importante industria italiana? Oppure dietro operazioni spregiudicate, come, ad esempio, l'acquisizione della Chrysler, si nasconde un prezzo molto alto? Chi pagherà questo prezzo? Come si può pensare di affrontare il mondo globalizzato attraverso questo grande bluff? Quale è il futuro dell'industra italiana, e dei milioni di famiglie che vivono del lavoro nelle fabbriche?

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